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Home / Commemorativi / La centrale idroelettrica Vecchia Biaschina e l’insediamento del quartiere industriale

La centrale idroelettrica Vecchia Biaschina e l’insediamento del quartiere industriale

CHF 35,00

Agli inizi degli anni ’60 del Novecento l’autore del libro, Alberto Passoni (1951), abitava nell’edificio accanto al campo di calcio di Bodio di proprietà dell’Atel; suo padre era un dipendente dell’azienda. L’edificio era stato costruito all’inizio del XX secolo dalla Motor SA ed era utilizzato quale abitazione del Direttore della società. In seguito alla cantonalizzazione delle acque (1958), buona parte dei dipendenti dell’Atel venne assunta dall’Azienda Elettrica Ticinese, tra i quali anche il padre dell’autore, che di seguito ricoprì il ruolo di capo centrale della “Vecchia Biaschina” e della “Nuova Biaschina”. Alcuni locali del citato edificio fungevano da magazzino per Atel, che decise di liberare gli spazi ritenendo il materiale ivi contenuto ormai obsoleto. La quasi totalità di quanto era depositato fu destinata al macero. Alberto, poco più che bambino, già allora incuriosito dalla storia, sottrasse alcuni oggetti e documenti al crudele destino, inclusi i tre volumi sulla gestione del personale. Questi ultimi hanno dato lo spunto per redigere la storia di questo importante impianto idroelettrico.

Agli inizi degli anni ’60 del Novecento l’autore del libro, Alberto Passoni (1951), abitava nell’edificio accanto al campo di calcio di Bodio di proprietà dell’Atel; suo padre era un dipendente dell’azienda. L’edificio era stato costruito all’inizio del XX secolo dalla Motor SA ed era utilizzato quale abitazione del Direttore della società. In seguito alla cantonalizzazione delle acque (1958), buona parte dei dipendenti dell’Atel venne assunta dall’Azienda Elettrica Ticinese, tra i quali anche il padre dell’autore, che di seguito ricoprì il ruolo di capo centrale della “Vecchia Biaschina” e della “Nuova Biaschina”. Alcuni locali del citato edificio fungevano da magazzino per Atel, che decise di liberare gli spazi ritenendo il materiale ivi contenuto ormai obsoleto. La quasi totalità di quanto era depositato fu destinata al macero. Alberto, poco più che bambino, già allora incuriosito dalla storia, sottrasse alcuni oggetti e documenti al crudele destino, inclusi i tre volumi sulla gestione del personale. Questi ultimi hanno dato lo spunto per redigere la storia di questo importante impianto idroelettrico.

Informazioni aggiuntive

Peso 500 g
Dimensioni 27 × 22 × 1,2 cm
Autore

Data di pubblicazione

Luglio 2025

Copertina

Semirigida

Formato

22x27cm

Lingua

Italiano

Codice articolo

FE701

ISBN

978-88-8191-811-9

Pagine

124

Informazioni prodotto

Informazioni aggiuntive

Peso 500 g
Dimensioni 27 × 22 × 1,2 cm
Autore

Data di pubblicazione

Luglio 2025

Copertina

Semirigida

Formato

22x27cm

Lingua

Italiano

Codice articolo

FE701

ISBN

978-88-8191-811-9

Pagine

124

CHF 35,00

Agli inizi degli anni ’60 del Novecento l’autore del libro, Alberto Passoni (1951), abitava nell’edificio accanto al campo di calcio di Bodio di proprietà dell’Atel; suo padre era un dipendente dell’azienda. L’edificio era stato costruito all’inizio del XX secolo dalla Motor SA ed era utilizzato quale abitazione del Direttore della società. In seguito alla cantonalizzazione delle acque (1958), buona parte dei dipendenti dell’Atel venne assunta dall’Azienda Elettrica Ticinese, tra i quali anche il padre dell’autore, che di seguito ricoprì il ruolo di capo centrale della “Vecchia Biaschina” e della “Nuova Biaschina”. Alcuni locali del citato edificio fungevano da magazzino per Atel, che decise di liberare gli spazi ritenendo il materiale ivi contenuto ormai obsoleto. La quasi totalità di quanto era depositato fu destinata al macero. Alberto, poco più che bambino, già allora incuriosito dalla storia, sottrasse alcuni oggetti e documenti al crudele destino, inclusi i tre volumi sulla gestione del personale. Questi ultimi hanno dato lo spunto per redigere la storia di questo importante impianto idroelettrico.

Informazioni aggiuntive

Peso 500 g
Dimensioni 27 × 22 × 1,2 cm
Autore

Data di pubblicazione

Luglio 2025

Copertina

Semirigida

Formato

22x27cm

Lingua

Italiano

Codice articolo

FE701

ISBN

978-88-8191-811-9

Pagine

124

Informazioni aggiuntive

Peso 500 g
Dimensioni 27 × 22 × 1,2 cm
Autore

Data di pubblicazione

Luglio 2025

Copertina

Semirigida

Formato

22x27cm

Lingua

Italiano

Codice articolo

FE701

ISBN

978-88-8191-811-9

Pagine

124

Descrizione

Agli inizi degli anni ’60 del Novecento l’autore del libro, Alberto Passoni (1951), abitava nell’edificio accanto al campo di calcio di Bodio di proprietà dell’Atel; suo padre era un dipendente dell’azienda. L’edificio era stato costruito all’inizio del XX secolo dalla Motor SA ed era utilizzato quale abitazione del Direttore della società. In seguito alla cantonalizzazione delle acque (1958), buona parte dei dipendenti dell’Atel venne assunta dall’Azienda Elettrica Ticinese, tra i quali anche il padre dell’autore, che di seguito ricoprì il ruolo di capo centrale della “Vecchia Biaschina” e della “Nuova Biaschina”. Alcuni locali del citato edificio fungevano da magazzino per Atel, che decise di liberare gli spazi ritenendo il materiale ivi contenuto ormai obsoleto. La quasi totalità di quanto era depositato fu destinata al macero. Alberto, poco più che bambino, già allora incuriosito dalla storia, sottrasse alcuni oggetti e documenti al crudele destino, inclusi i tre volumi sulla gestione del personale. Questi ultimi hanno dato lo spunto per redigere la storia di questo importante impianto idroelettrico.