N. 38 – Agno. La collegiata e gli oratori
CHF 25,00
La posizione geografica di Agno ha determinato la lunga storia del borgo e della sua pieve. Il territorio, snodo naturale tra la pianura lombarda, i passi dell’alto Ticino e la valle del Vedeggio, fu abitato fin da epoche remote, ma è soprattutto con il consolidarsi dei primi assetti ecclesiastici altomedievali che il paese assunse un’identità riconoscibile. La più antica attestazione certa della chiesa plebana risale a un documento del 735, dove compare menzionata come «basilica Sancti Iohannis Aniasce», e risulta che Agno fu a capo di una vasta pieve comprendente circolazioni e territori estesi dalla valle del Vedeggio al Malcantone, fino ai distretti di Marchirolo e Lavena, già nel pieno Medioevo; infatti, la prima documentazione solida dell’esistenza di un capitolo canonicale risale al 1192. Da quel momento, la presenza dei canonici presso la collegiata fu costante, ma solo con il XV secolo, e soprattutto con gli statuti del 1488 (largamente modellati su quelli di San Lorenzo a Lugano), si delineò con chiarezza l’organizzazione interna della comunità canonicale e si precisarono doveri, consuetudini, prerogative e competenze: il caneparo, il custode della chiesa, la distribuzione delle prebende, i turni liturgici, le residenze, l’officiatura e le visite alle chiese soggette. Nel tardo Seicento, i canonici residenti costituivano la maggioranza del capitolo, e mantennero questa condizione sino alla fine del secolo successivo.
La posizione geografica di Agno ha determinato la lunga storia del borgo e della sua pieve. Il territorio, snodo naturale tra la pianura lombarda, i passi dell’alto Ticino e la valle del Vedeggio, fu abitato fin da epoche remote, ma è soprattutto con il consolidarsi dei primi assetti ecclesiastici altomedievali che il paese assunse un’identità riconoscibile. La più antica attestazione certa della chiesa plebana risale a un documento del 735, dove compare menzionata come «basilica Sancti Iohannis Aniasce», e risulta che Agno fu a capo di una vasta pieve comprendente circolazioni e territori estesi dalla valle del Vedeggio al Malcantone, fino ai distretti di Marchirolo e Lavena, già nel pieno Medioevo; infatti, la prima documentazione solida dell’esistenza di un capitolo canonicale risale al 1192. Da quel momento, la presenza dei canonici presso la collegiata fu costante, ma solo con il XV secolo, e soprattutto con gli statuti del 1488 (largamente modellati su quelli di San Lorenzo a Lugano), si delineò con chiarezza l’organizzazione interna della comunità canonicale e si precisarono doveri, consuetudini, prerogative e competenze: il caneparo, il custode della chiesa, la distribuzione delle prebende, i turni liturgici, le residenze, l’officiatura e le visite alle chiese soggette. Nel tardo Seicento, i canonici residenti costituivano la maggioranza del capitolo, e mantennero questa condizione sino alla fine del secolo successivo.
Informazioni aggiuntive
| Peso | 500 g |
|---|---|
| Dimensioni | 21 × 14,8 × 1,5 cm |
| A cura di | Moizi Mirko |
| Data di pubblicazione | Dicembre 2025 |
| Copertina | Semirigida |
| Formato | 14.8x21cm |
| Lingua | Italiano |
| Codice articolo | AC38 |
| ISBN | 978-88-8191-844-7 |
| Pagine | 140 |
Informazioni prodotto
Informazioni aggiuntive
| Peso | 500 g |
|---|---|
| Dimensioni | 21 × 14,8 × 1,5 cm |
| A cura di | Moizi Mirko |
| Data di pubblicazione | Dicembre 2025 |
| Copertina | Semirigida |
| Formato | 14.8x21cm |
| Lingua | Italiano |
| Codice articolo | AC38 |
| ISBN | 978-88-8191-844-7 |
| Pagine | 140 |
CHF 25,00
La posizione geografica di Agno ha determinato la lunga storia del borgo e della sua pieve. Il territorio, snodo naturale tra la pianura lombarda, i passi dell’alto Ticino e la valle del Vedeggio, fu abitato fin da epoche remote, ma è soprattutto con il consolidarsi dei primi assetti ecclesiastici altomedievali che il paese assunse un’identità riconoscibile. La più antica attestazione certa della chiesa plebana risale a un documento del 735, dove compare menzionata come «basilica Sancti Iohannis Aniasce», e risulta che Agno fu a capo di una vasta pieve comprendente circolazioni e territori estesi dalla valle del Vedeggio al Malcantone, fino ai distretti di Marchirolo e Lavena, già nel pieno Medioevo; infatti, la prima documentazione solida dell’esistenza di un capitolo canonicale risale al 1192. Da quel momento, la presenza dei canonici presso la collegiata fu costante, ma solo con il XV secolo, e soprattutto con gli statuti del 1488 (largamente modellati su quelli di San Lorenzo a Lugano), si delineò con chiarezza l’organizzazione interna della comunità canonicale e si precisarono doveri, consuetudini, prerogative e competenze: il caneparo, il custode della chiesa, la distribuzione delle prebende, i turni liturgici, le residenze, l’officiatura e le visite alle chiese soggette. Nel tardo Seicento, i canonici residenti costituivano la maggioranza del capitolo, e mantennero questa condizione sino alla fine del secolo successivo.
Informazioni aggiuntive
| Peso | 500 g |
|---|---|
| Dimensioni | 21 × 14,8 × 1,5 cm |
| A cura di | Moizi Mirko |
| Data di pubblicazione | Dicembre 2025 |
| Copertina | Semirigida |
| Formato | 14.8x21cm |
| Lingua | Italiano |
| Codice articolo | AC38 |
| ISBN | 978-88-8191-844-7 |
| Pagine | 140 |
Informazioni aggiuntive
| Peso | 500 g |
|---|---|
| Dimensioni | 21 × 14,8 × 1,5 cm |
| A cura di | Moizi Mirko |
| Data di pubblicazione | Dicembre 2025 |
| Copertina | Semirigida |
| Formato | 14.8x21cm |
| Lingua | Italiano |
| Codice articolo | AC38 |
| ISBN | 978-88-8191-844-7 |
| Pagine | 140 |
Descrizione
La posizione geografica di Agno ha determinato la lunga storia del borgo e della sua pieve. Il territorio, snodo naturale tra la pianura lombarda, i passi dell’alto Ticino e la valle del Vedeggio, fu abitato fin da epoche remote, ma è soprattutto con il consolidarsi dei primi assetti ecclesiastici altomedievali che il paese assunse un’identità riconoscibile. La più antica attestazione certa della chiesa plebana risale a un documento del 735, dove compare menzionata come «basilica Sancti Iohannis Aniasce», e risulta che Agno fu a capo di una vasta pieve comprendente circolazioni e territori estesi dalla valle del Vedeggio al Malcantone, fino ai distretti di Marchirolo e Lavena, già nel pieno Medioevo; infatti, la prima documentazione solida dell’esistenza di un capitolo canonicale risale al 1192. Da quel momento, la presenza dei canonici presso la collegiata fu costante, ma solo con il XV secolo, e soprattutto con gli statuti del 1488 (largamente modellati su quelli di San Lorenzo a Lugano), si delineò con chiarezza l’organizzazione interna della comunità canonicale e si precisarono doveri, consuetudini, prerogative e competenze: il caneparo, il custode della chiesa, la distribuzione delle prebende, i turni liturgici, le residenze, l’officiatura e le visite alle chiese soggette. Nel tardo Seicento, i canonici residenti costituivano la maggioranza del capitolo, e mantennero questa condizione sino alla fine del secolo successivo.









